C'erano una volta una merla (cioè un merlo femmina) con i suoi merlini (ovvero i suoi piccoli uccellini) e con suo marito merlo. Ogni mattina si guardava allo specchio e pensava quanto bellina fosse la sua famiglia, tutti candidi e belli, e già perché allora i merli avevano le piume candide ed erano bianchi che più bianchi non si può....
Poi però cominciò a far freddo, tanto tanto freddo... guardò il calendario e vide che era il 29 gennaio e pensò: caspita... siamo proprio nel cuore dell'inverno... ammappete che freddo che fa! E noi come facciamo adesso a riscaldare e a sfamare i nostri bellissimi merlini bianchi come la neve che scende copiosa??? Guardarono in alto, proprio lì, su quella casa, e videro un comignolo fumante, allora la merla guardò suo marito merlo e insieme presero la decisione che fosse ora di traslocare... il ramo su cui avevano il nido infatti scricchiolava per quanto si fosse ormai gelato... i due merli spostarono così il loro nido sul comignolo della casa, tutto fumante di arietta calduccia. Il merlo, per rendere perfetta la loro nuova sistemazione decise di andare a cercare del cibo per la sua famiglia bellissima e bianchissima, diede un bacio alla merla e ai merlini e volò in cerca di briciole...
La mamma merla e i piccoli merlini rimasero tutti vicini vicini nel loro nido e cominciarono a riscaldarsi così tanto che rimasero i quel bel teporino per ben 3 giorni, il 29, il 30 ed il 31 gennaio. Il 1 febbraio uscì il sole... la neve si sciolse e il merlo tornò dalla sua famiglia pieno di briciole da condividere, ma entrando a casa restò stupito guardando gli ucellini che aveva davanti... non erano più bianchi!! La fuliggine aveva infatti colorato le loro piume di nero, rendendoli irriconoscibili, ed il merlo era già pronto a scusarsi per aver sbagliato casa e stava anche per togliere il disturbo, quando incrociò lo sguardo della sua bellissima Merla... quello sguardo lo conosceva: gli aveva aperto il paradiso qualche anno prima, e così si avvicinò a lei, si complimentò per quanto le donasse il nero, la abbracciò stretta, ma così stretta che anche le sue piume divennero nere, poi insieme andarono dai merlini, li misero sotto le alucce nere, li coccolarono e gli diedero tante tante briciole colorate... e da allora, vedendo quanto bella fosse questa famiglia, tutti i Merli nacquero con le piume nere...
shhhhhh... Samuele dorme :)))
Minestra di verza, patate e riso
400 g di verza, o di cappuccio
2 patate
120 g di riso
2 spicchi d'aglio
olio extra v
parmigiano
sale e pepe
ho lavato e asciugato la verza e l'ho affettata molto sottile. Ho sbucciato le patate, le ho lavate e asciugate e tagliate a quadratini. Ho messo patate e verza in una pentola, ho aggiunto gli spicchi d'aglio sbucciati, e un giro d'olio e ho lasciato insaporire qualche minuto girando continuamente per evitare che si attaccassero.
Ho aggiunto l'acqua, ho salato e fatto cuocere 15 minuti, poi ho aggiunto il riso, portato a cottura, spolverato col parmigiano, e servito con una spolverata di pepe ed eventualmente dell'olio a crudo...
questa è una minestrina che preparo spesso quando fuori c'è freddo... mi riscalda sempre il pancino e l'anima...

























