giovedì 2 febbraio 2012

Le Sarde a Beccafico! Minimo costo, massimo risultato! e lo sforzo? ehmm...

 sarde a beccafico sul bianco

Ci sono delle ricette che mi caratterizzano.

Chi sa che amo cucinare spesso mi chiede: qual'è il tuo piatto preferito???!!! mmm... faccio sempre una faccia strana, guardo Gp, lui mi guarda ed io rispondo: Non saprei! Di certo qualcosa con il pesce!

Le ricette con il pesce mi caratterizzano, ecco sì!

Se poi andiamo ancora più nello specifico, adoro quel genere di ricette della tradizione popolare... quelle da cui parti da materie prime povere, da quello che hai sempre nella dispensa, e raggiungi risultati del genere 'minimo costo, massimo risultato'.

Quasi sempre, queste ricette hanno dietro un lavoraccio :-) Come ad esempio la ricetta di oggi: Le sarde A Beccafico.

In realtà se prepari le sarde a beccafico a Palermo potresti considerarlo uno di quei piatti facili e veloci, ed il motivo per il quale non troverete questo tag su questa ricetta è perché le ho preparate in Veneto e qui la storia è decisamente diversa.

Se infatti sei a Palermo, basta che quando compri le sarde dal pescivendolo tu gli dica: “me le apre a libro”.... e lì ci sono due possibilità, o fa finta di non capirti (specialmente se stai comprando solo mezzo chilo di sardine del valore di 2€) oppure, se fa parte di una certa categoria di pescivendoli, prende il cronometro e scatta l'operazione guinness dei primati! Già, perché un pescivendolo palermitano sa aprirti mezzo chilo di sarde a libro in 2' 34'' 18''' :-)

Qualche giorno fa ero davanti a mezzo chilo di sarde, o meglio sardine-ine-ine.
Ho preso il cronometro... ho iniziato a squamarle, privarle della testa, aprirle a libro, deliscarle e... metterle su un piatto.
Quando ho finito il cronometro segnava 28 minuti 15 secondi e... i centesimi non ce li ho! Ohhh...

tristissima per la performance deludente e per la considerazione che non diventerò mai una pescivendola palermitana da guinness dei primati sull'apertura a libro delle sarde mi sono consolata continuando la preparazione di un piatto davvero davvero strepitoso!

sarde a beccafico sul nero

Sarde a beccafico
500 g di sardine (aperte a libro)
150 g di pangrattato
20 g di pinoli
20 g di uva passa piccola
2 acciughe sottolio
olio extra vergine
un'arancia bio
sale
pepe
foglie di alloro

per accompagnare
un arancia
un finocchio
olio extra vergine
sale rosso
olive nere (se le avete, io non le avevo :-))

Dopo l'avventura dell'apertura a libro delle sarde, le ho messe tutte belle aperte su un tagliere. Ho preparato la “Muddica Atturrata” ovvero il pangrattato abbrustolito, facendo dorare a fuoco basso il pangrattato in cui avevo messo un pizzico di sale, uno di zucchero ed un bel giro d'olio d'oliva (in realtà la muddica atturrata andrebbe fatta senza olio, che invece si dovrebbe aggiungere dopo, a doratura ultimata, da un po' di tempo l'olio lo metto prima ed il risultato è molto più croccante). Il pangrattato si deve girare continuamente (con movimenti di polso della padellina) e appena diventa di un dorato quasi arancione è pronto. Si aggiungono i pinoli e l'uva passa, precedentemente ammollata nell'acqua tiepida, una leggera grattugiata di buccia d'arancia, le acciughe sciolte a vapore o a bagnomaria con un filo d'olio e il pepe e si farcisce con un cucchiaino di questo pangrattato ogni sardina. Si arrotolano e si dispongono vicine vicine con la codina in su, in una teglia, intervallandole con foglie di alloro.

Sarde a beccafico vicine vicine

 Appena si sarà completata la teglia si versa il succo dell'arancia spremuta, una spolverata di sale e si inforna a 180° per 10/15 minuti, finché non saranno dorate. 


Ho pelato a vivo un'arancia e l'ho affettata, e lo stesso ho fatto con un finocchio. Ho disposto sul piatto, ho condito con olio aromatizzato al limone (con una/due gocce di olio essenziale per 250 ml)
sale rosso e ho disposto le sardine pronte a farsi ultimare da un filo di olio extra vergine a crudo.

sarde a beccafico dall'alto

lunedì 30 gennaio 2012

Rana Pescatrice della mia chef

Rana pescatrice con arancia timo e crumble di pane e mandorle

Ieri pomeriggio una mia dolcissima amichetta Clown, mi ha abbracciata e poi mi ha detto: “Ho un messaggio per te da parte delle mie colleghe! È da troppo tempo che non aggiorni il tuo blog!!”
Con mia profonda Gioia noto che i miei Blogmanager stanno aumentando, e come potete vedete a voi proprio non so dire di no, quindi eccomi immmmediatamente qui a salutare con milioni di bacetti tutte le colleghe di Pachetta della GSK ;-*

Ieri a pranzo ho preparato un piatto straveloce, strafacile e strabuonissimo!
La ricetta non è assolutamente mia, ma della mia maestrachef... Sabato mattina quando ho visto una rana pescatrice fresca fresca mi sono inchiodata lì davanti pensando a questa sua ricetta qui. E voi direte, uaoooo... eh certo! Vedi questo post e immediatamente ti vien voglia di provarlo a casa tua! Ed io vi dirò: eeeehhh non solo!!!! Questo suo strepitoso piatto infatti non l'ho semplicemente visto sul suo blog, ma l'ho pure pappata a casa sua!

Ricordo ancora quella cena stupenda che ci hai preparato, Lory tesoro mio... ed evidentemente il mio pensiero è stato così forte che di pomeriggio mi è arrivato un tuo sms!
Adoro quando mando amore e pensieri dolci ad una persona cara che magari non sento da tempo e lei mi risponde cercandomi! Sto giro mi ha raggiunta entro poche ore... sto migliorando la mia tecnica!!!
E voi, l''avete mai provato? :-)

E se a questo punto, chi mi conosce, avrà un'improvvisa voglia di sentirmi... beh ecco.. vi ho svelato un mio giochetto!

Rana pescatrice con arancia timo e crumble di pane e mandorle

Coda di Rospo al cartoccio con Arancia Timo e Crumble alle mandorle
(x 2 persone)
1 coda di rospo, o rana pescatrice (senza testa circa 4oo g)
1 arancia bio
50 ml di vino bianco secco
3 cucchiai d'olio extra v.
sale alla vaniglia
un ciuffetto di timo

Per il crumble
Pane raffermo (in sua mancanza ho usato 4 fette di pane in cassetta)
olio
filetti di mandorle
sale

Ho pulito la rana pescatrice, togliendo la testa, la pelle (è importante togliere anche la sottopelle, ovvero quella parte leggermente viscida che in cottura si restringe e diventa dura), la lisca centrale, ho affettato quindi i due filetti in bocconcini e li ho messi dentro un sacchetto di plastica (tipo quelli per congelare) con un'arancia lavata bene e tagliata a fette (con tutta la buccia), il vino, l'olio e il sale. Ho messo in frigo (può restare da qualche ora ad una notte)

rana pescatrice al cartoccio

Ho acceso il forno a 180° ventilato, ho tagliato a quadretti il pane in cassetta, l'ho messo in una ciotola ho aggiunto un giro d'olio, del sale e dei filetti di mandorle, quando il forno è arrivato a temperatura ho messo a tostare fino a doratura, e l'ho messo in delle ciotoline.
Ho ritagliato due grossi quadrati (30x30 cm) di carta forno e su ognuno ho messo due fette d'arancia, metà dei pezzettini di pesce, ho richiuso un po' il cartoccio a fagottino e prima di chiuderlo ho aggiunto anche due cucchiai della marinata. Ho chiuso con dello spago da cucina.
Ho infornato per 15 minuti

giovedì 19 gennaio 2012

La storia della Foto della Signora Pizza Ripiena

 focaccia pugliese ripiena


Questa ricetta ha una storia, o forse sarebbe meglio dire che è la foto ad averne una tutta sua!
Vi spiego: qualche anno fa, come vedete dalla scritta sulla foto era il lontano 2009, ho iniziato l'avventura della lievitazione naturale... sì ecco, in effetti ero anche incinta, ma mi riferisco ad una cosa diversa, ovvero al lievito madre!

Quando scrissi (ogni volta che uso il passato remoto mi sento motto motto sicula ghiiii) quel post, misi anche una fotografia di una pizza ripiena buonissima, promettendo di darne anche la ricetta, ma qualche giorno dopo finì la mia fisica e personale esperienza di lievitazione naturale ed iniziò quella meravigliosa di mamma, e così la ricetta di quella pizza passò in cavalleria...

La foto di quella pizza, essendo nella mia cartella “da pubblicare”, ce l'ho spesso sottocchio, così ogni volta che da qualche parte metto le immagini di quello che cucino, spesso uso anche quella della Signora Pizza Ripiena.
Nel tempo quindi l'ho messa: su Facebook nella mia pagina personale, su Flickr dove è stata visualizzata ben 1.133 volte) sul mio account di Istagram (per chi mi volesse cercare sono vivina76) e qualche giorno fa ho creato un album culinario sulla pagina del mio Blog sempre su Facebook (sììììì proprio quello su cui taaaanti di voi hanno già cliccato “mi piace”, bacetti, bacetti tesorissimi miei!!), rendendola così la pagina di una Foodblogger serissima. L'ho anche fatta per qualche cena Clown del tipo “porta party” ed anche lì ha fatto sempre un supersuccessone :-).

Ora... a parte la promessa iniziale di darne la ricetta che poi miseramente non ho mantenuto, svariate altre persone affamate di pizza ripiena me l'hanno chiesta, quindi oggi, credo sia doveroso dare il giusto spazio alla mia Signora Pizza ripiena con lievito madre, perché in effetti, se lo merita!

Solo che... beh... ecco......... l'anno scorso, non riuscendo a star dietro al mio lievito madre l'ho ibernato mettendolo nel congelatore... così è da un bel po' che non lo uso. Qualche giorno fa l'ho scongelato e ho iniziato i rinfreschi e ha già ricominciato a dare segni di vita che ben mi lasciano sperare... (in estate è decisamente molto più semplice rigenerarlo!). Quindi non vedo l'ora di ricominciare ad usarlo (specialmente perché, essendo intollerante ai lieviti mi sarebbe molto molto d'aiuto!!). E soprattutto non vedo l'ora di rifare questa pizza ripiena! Infatti sono giorni che cerco la ricetta che ho usato..........
Signore e Signori, ho una confessione pubblica da fare: Non la trovo più e non ho la più pallida idea del tipo di impasto che posso aver fatto tre anni fa!!! 
Quindi ecco.. io vi chiedo scusa perché non mi piace non mantenere le promesse, ma cerco di farmi perdonare dandovi la ricetta del mio impasto base per pizza (con lievito di birra), sperando che vada bene uguale! 

Pizza Ripiena

Pizza Ripiena
150 g farina manitoba
350 g farina 0 oppure 1 bio
8 g lievito di birra
250 g (circa) di acqua tiepida
un cucchiaio di olio
2 cucchiaini di zucchero di canna (o di malto, o di miele)
20 g di sale

mozzarella
prosciutto cotto
pomodorini
sale nero e origano

Per prima cosa preparo il lievitino (o prelievito) sciogliendo il lievito in 50 g di acqua tiepida, con lo zucchero e tre cucchiai di farina (per evitare di confondermi con i pesi, mischio già i 500 g di farina tra loro e i cucchiai li prendo dal totale). Mescolo con una frusta, fino ad ottenere una pastella non troppo liquida. La lascio lievitare mezzora, poi metto tutto nella planetaria e aggiungo l'olio, la farina e l'acqua poco per volta. Quando avrò già incorporato abbastanza farina aggiungo il sale (che non deve mai andare in contatto col lievito), il resto della farina e per quanto riguarda l'acqua mi regolo un po' ad occhio perché l'impasto che faccio io è ben  idratato, ma deve comunque essere lavorabile. Dopo aver fatto andare la planetaria per pochi minuti (tipo 3 – 4) prendo l'impasto, gli do una leggera impastata a mano, lo sbatto bene sulla spianatoia e poi lo schiaccio un po' per formare una sorta di quadrato. Ripiego i 4 angoli verso il centro giro l'impasto, rimetto dentro la ciotola, copro con la pellicola e metto in forno (solitamente gli do una leggera scaldatina, se però voi avete un forno in cui si può tenere la luce accesa tenete quella, sarà sufficiente). Lo tengo a lievitare per almeno un'ora.

Prendo l'impasto, lo divido a metà, ne  faccio due dischi e il primo lo metto su una teglia tonda (diametro 30 cm), lo farcisco con prosciutto e mozzarella, bagno i bordi con acqua e etto sopra il secondo disco, cercando di far appiccicare bene le due parti.
Taglio i pomodorini a fettine, li vado mettendo dentro una ciotola con un po' d'olio e sale, poi li spargo bene sulla pizza schiacciandoli un po', e infine il sughetto glielo spennello sopra tutta la superficie.

Metto la teglia in un luogo caldo (tipo vicino il forno o il termosifone) e lascio riprendere la lievitazione per mezzoretta, nel frattempo accendo il forno al massimo statico, portando a temperatura.

Apro il forno e velocissimamente metto la pizza direttamente sul fondo per 12 - 15 minuti, poi controllo il fondo della pizza e se lo vedo dorato lo metto nella grata centrale continuando la cottura fino a doratura (ci vorranno altri 10 minuti).

Sforno, distribuisco sopra un po' di sale nero e di origano, e servo calda calda :-).

mercoledì 11 gennaio 2012

Zuppa speziata di Cocco e Zucca


Zuppa speziata cocco e zucca

Qualche giorno fa sulla mia pagina di Facebook avevo indetto una sorta di sondaggio chiedendo a chi mi  sopporta anche lì, se preferissero una ricetta Light post feste oppure una super torta al cioccolato fondente... Avete già capito cosa è stato scelto quasi all'unanimità, vero?!

Ovviamente c'era un po' il trucco, perché anche la torta al cioccolato era un po' in versione leggerosa, dato che tra i suoi ingredienti, cerca, cerca, non si trovavano né burro, né latte, né uova :-).

Ora che sono ufficialmente finite le feste, non lo chiedo neppure... Vi propongo questa zuppetta leggera leggera a cui non mi potete dire di no! (anche perché se aspetto ancora un po' a pubblicarla mi scordo cosa ci sia dentro... è arancione, sì, sarebbe anche facile quindi, ma ultimamente la mia memoria è così scordarella che  potrei confondermi tra zucca e carote...uhmmm... buona!! potreste anche provarla con le carote!! bella idea!).

È una zuppetta “vagamente” asiatica, una di quelle che piacciono alla mia mamma per intenderci, per la presenza del latte di cocco e della pasta di Curry: di quest'ultima in commercio (negli asian food) se ne trovano di vari tipi, anche se i due principali sono il curry rosso e quello verde. L'ispirazione è venuta da Donna Hay (è per questo che sono certa sia zucca e non carote), anche se a dire il vero, più che un'ispirazione, è stata un copia e cucina. Una cosa che adoro dei suoi libri è che Donna ti da sempre due o tre varianti,  quindi siete liberissssssssimi di alleggerire o appesantire questa zuppetta con delle striscioline di pollo (lei le metterebbe a crudo, io forse li griglierei), dei pezzettini di tofu o un trito di erbette aromatiche (che è stata la mia scelta........ e capirete anche il perché :-P)

Zuppa speziata cocco e zucca

Zuppetta speziata di zucca e cocco con erbette aromatiche
500g di zucca (tipo mantovana)
1 cucchiaino di curry rosso
½ L di brodo (vegetale o di pollo)
200 ml di latte di cocco
un peperoncino rosso
qualche foglia di menta, prezzemolo, timo, basilico se è stagione, coriandolo fresco e quello che più vi piace.

Scaldate la pasta di Curry in una pentola, per un minuto, aggiungete la zucca sbucciata e tagliata a pezzetti (un modo molto comodo che ho sperimentato per sbucciare la zucca senza rischiare ogni volta l'incolumità delle mie dita, è quello di scaldarla in forno caldo per pochi minuti, la buccia si toglierà con molta facilità!), aggiungete il brodo, coprite col coperchio e lasciate cuocere per 5/10 minuti finché la zucca non sarà tenera. Versate tutto nel mixer e frullate fino ad ottenere una consistenza omogenea, rimettete nella pentola e aggiungete il latte di cocco. Amalgamate sul fuoco per qualche minuto, poi servite ben calda aggiungendo il trito di erbette (se volete aggiungere il pollo o il tofu, Donna suggerisce di tagliarlo a striscioline da crudo e aggiungerlo alla zuppa insieme al latte di cocco).



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…..................
...beh ecco... io trovo che questa zuppetta così aromatica e speziata sia buonissima per pucciarci dentro dei gamberi in Tempura :-)


giovedì 5 gennaio 2012

Torta al Cioccolato e Pere batte Incenso 2.000.000 ad 1 :-)


È il primo post del 2012 quindi a tutti i miei lettori (ma in realtà lo auguro a tutto il mondo :-)) auguro un 2012 pieno zeppo di Amore, Abbondanza e Prosperità! Ce li meritiamo tuttiiii, ecco!!! :-)

Oggi voglio dedicare un post ad una ricetta, che è una torta. Siccome però è esageratamente strano che io Viviana, Foodblogger per passione dal 2007, parli esclusivamente di una ricetta, partirò da Adamo ed Eva come mi è in effetti più congeniale...

In questi giorni Gp è in allarme rosso per il lavoro, l'azienda per cui lavora si è fusa con un'altra e quando ci si mettono sistemi informativi, conti, clienti e cambi di ruolo la frittata è fatta... così dal 1 gennaio (sì, sì, proprio dal primo, il giorno più festivissimo dell'anno lui era al lavoro) lui ed i suoi colleghi stanno facendo un tour de force di tutto rispetto.
Ed io cosa posso fare per lui? Cucino!!! 
E così quando ho visto per la seconda mattina che aveva eliminato tra le sue priorità anche la colazione mi sono ingegnata e ho deciso di preparare una torta a cui lui proprio non può dire di no: Una torta Pere e Cioccolato!!! Avevo quindi intenzione di preparare il Plumcake di Nightfairy che ho abbondantemente collaudato... ma... ci sono le uova, il burro, la farina tutte cose a cui entrambi più o meno siamo intolleranti quindi nun se poteva fa!

Allora, come sempre faccio in questi casi, gironzolo su internet e trovo su Cookaraund una ricetta di una torta al cioccolato senza uova, che ha dato poi origine ad infinite varianti... così ho deciso di farla anche io la mia varinate e nel frattempo pensavo a Stella perché ho trasformato questa torta in una di quelle senza... senza... senza...
Ma... mooolto importante: questa torta è con tanto cioccolato fondente, con tanto cacao, con tanta farina di kamut, con tanto latte di avena, con tante pere e con tanto, tantissimo Amore!!!(avessi imbroccato una sottolineatura correttamente!!)
(Messaggio per Stella, potresti per favore distrarti quando leggerai gli ingredienti e arriverai al lievito?? prossima volta proverò col tremor tartaro.. avevo una tremante paura che con tutti i senza diventasse una ciofeca e quindi almeno quello l'ho mantenuto :**)

Mentre preparavo questa torta e facevo il tifo per lei, essendo la mia prima torta Vegana (e mi viene un'emozione grande nello scriverlo) avevo acceso un incenso.
Chi mi conosce, ma soprattutto chi frequenta casa nostra, sa che abbiamo una quantità di incensi che potremmo anche pensare di aprire un Indianshop nella Bassa Veronese.
Beh ecco... il profumo di questa torta che cuoce in forno batte qualsiasi incenso che io abbia mai bruciato. Il profumino è rimasto così persistentemente nell'aria che quando è tornato Gp (ore dopo che avevo sfornato la torta) mi ha chiesto cosa gli avessi preparato, e la felicità di sentirgli dire che l'allarme rosso in ufficio stava iniziando a diventare quasi quasi di un arancione pallido, ci ha fatto festeggiare ancora di più!

Vi lascio quindi a questa torta magica ed al suo straordinario Aromaterapy... come vedete dalla foto le mie idee in quanto a presentazioni, quando il sale e pepe non mi aiuta, sono quelle che sono, ho spolverato quindi la torta con del cacao amaro e un pochino di foglia d'oro... dietro la torta l'incenso prova a competere... ma non ce la fa.... non ce la fa!

Torta pere e cioccolato

Torta Cioccolato e Pere senza ma soprattutto con...
200 g di farina di Kamut (potete usare farina normale)
200 g di zucchero di canna
450 g latte di avena (o di soia, o di riso, o di mucca)
40 g di olio di semi di girasole
150 g di cioccolato fondente
2 cucchiai di cacao amaro
una pera (io ho usato una abate)
una bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale

Tritare il cioccolato fondente nel robot (se non avete un robot tritatutto vi consiglio di scioglierlo a bagnomaria e aggiungerlo insieme al latte e all'olio).
Setacciare la farina con il lievito, e mescolarla con il pizzico di sale , lo zucchero, il cacao amaro, e il cioccolato fondente tritato. Aggiungere il latte, l'olio e mescolare molto bene fino ad ottenere un composto liscio (ovviamente dipenderà un po' da quanto avrete tritato il cioccolato, io l'ho quasi polverizzato). Versate l'impasto in uno stampo da 26 o da 28. Sbucciate e tagliate la pera a pezzetti ed infarinatela. Aggiungetela all'impasto e con una forchetta mescolatela in modo da spargere un po' i pezzetti ovunque. Se volete proprio esagerare, come ho fatto io, aggiungete anche un pugnetto di gocce di cioccolato fondente.
Mettete la torta in frigo e nel frattempo portate il forno a 190° statico. Cuocete a 170° per 45 minuti.
E godetevi il suo Aromaterapy :-) 

Aehmmm... quel pezzetto marrone che vedete non è cioccolato...
pere e cioccolato con Oro incenso e Mirra

Anche questa volta il servizio fotografico è stato fatto al freddo e al gelo, noto con mio stupore che le giornate di nebbia donano alle mie foto quel nonsochè di magico... ovviamente mentre sceglievo la foto da pubblicare mi sono resa conto che oggi è il 5 gennaio e per la prima volta in una mia foto ho messo un incenso e dell'oro.... prendo il mio pezzetto di Mirra portatomi da Amal direttamente dal Libano e torno fuori a rimontare il set fotografico per completare l'opera... Oro, Incenso e Mirra... ecco.. ora sì... Buon 6 gennaio a tutti voi! E che i regali arrivino tutto l'anno! :-*

...e per finire... questa torta la dedico alla mia principessa che oggi compie Due anni di Amore!!! Spero che la tua zietta possa preparartela presto dal vivo una supermeravigliosa torta!

venerdì 30 dicembre 2011

Rotolo Farcito di Auguri


Miei cari Amici...
Varie vicende mi hanno tenuta lontana dal mio Blog e non son riuscita ad augurarvi Buon Natale, quindi oggi, posso augurarmi che tutti voi lo abbiate passato benissimo e con le persone che più amate... Per me e Gp è stato un Dolce Natale, che per scelta abbiamo passato da soli, fra coccole, parole, luce e anche tante cose buone da mangiare più o meno preparate da me (Grazie alla mia seconda mamma bolognese Angela per la fornitura di tortellini e lasagne Home made :**)...

Non potevo mancare all'appuntamento degli auguri per il nuovo anno. Io mi Auguro che il 2012 trasformi il nostro mondo facendolo diventare più simile all'idea di chi, come me, vede un futuro luminoso ed illuminato...

Il 2011 per me è stato un anno importante che mi ha trasformata così tanto da farmi sentire quasi una persona nuova... E so già che tutto questo è preparatorio per l'anno prossimo...

Tra le tante trasformazioni, voglio rendervi partecipi di una mia grandissima scoperta che per me ha davvero dell'incredibile: Ho scoperto che Adoro preparare i Dolci!!!!! :-) Specialmente perché ultimamente, non so per quale magica configurazione astrale positiva, i Dolci che preparo obbediscono alle mie regole! Quello che comunque ho capito, configurazione astrale a parte, è che comunque ci vuole una certa accuratezza nella scelta della ricetta da realizzare, soprattutto circa l'autorevolezza della fonte! Quindi è con gioia che voglio presentarvi... tadaaaan.... Il mio primo Rotolo Farcito:

Rotolo di pasta biscuit farcito

La ricetta, neanche a dirlo, non è mia, ma della mia Silvia – Floppy – meravigliosAmica - spettacolareClown che tempo fa mi ha deliziata con questo dolcetto portandolo a cena da noi... La pasta era così soffice che si scioglieva in bocca e magicamente la fetta che avevi tra le mani scompariva e stramagicamente ne ricompariva immediatamente un'altra :-P

Avevo ricevuto una richiesta da Gp: "Ti va di preparare dei biscotti e un dolcetto da portare in ufficio???" Certamente Amore mio! Sono notoriamente bravissima a far Dolcetti!!! Sui biscotti sono andata sul sicuro (e sulla sicura realizzazione di un desiderio di Gp) con questi Dolcetti qui...
Per quanto riguarda la torta (che doveva anche essere bella eh, perché si festeggiava l'ultimo giorno di lavoro e quindi l'inizio di una nuova e ricchissima vita di Severino, Grande Uomo e collega di Gp) pensavo di fare un Pan di Spagna con crema, frutta e chinehapiùnemetta, ma... il sorriso un po' storto del mio Gp e la sua espressa richiesta di qualcosa di diverso mi ha fatto dedurre che potevo spingermi oltre e così il mio pensiero è immediatamente andato a tutti quei rotoli farciti visti sull'ultimo numero del Sale e Pepe: stava per presentarsi a me una nuova sfida!

Ho chiesto alla mia Floppy la ricetta per la pasta del suo rotolo e immediatamente (Viva Facebook!!) ero in possesso della ricetta per la pasta Biscuit più buona del mondo. Mi accorgo però che gli ingredienti sono: uova, zucchero e farina... cioè praticamente gli stessi del Pan di Spagna... :-/ Non si può fare!!! Mando un bacetto al mio Gp e comincio a sfogliare libri di pasticceria. Scopro quindi che ci sono due versioni per la pasta Biscuit, una con ed una senza il Burro! Risolto, aggiungo un po' di burro alla pasta Biscuit più buona del mondo di Floppy!!!
Il risultato? Mi sono commossa... perché l'impasto era buonissimo, il rotolo si è lasciato arrotolare e un timido sole ha illuminato la mia cucina alle 7:50 di mattina, permettendomi così di fotografare il risultato prima che Gp lo portasse con se... E siccome sul Sale e Pepe c'erano anche tante idee per presentare le tante versioni dei rotoli, ho rubato una fetta e ho fotografato anche quella... dopo, con calma...

Rotolo farcito panna e fragole

Rotolo Farcito Panna e Fragola
per la pasta Biscuit:
100 g di zucchero (io uso sempre zucchero di canna, semmai polverizzato un po' al mixer)
100 g di farina 00
4 uova
40 g di burro fuso e lasciato raffreddare
½ cucchiaino di lievito per dolci (o cremor tartaro, o se montate bene tutto potete anche provar senza)
2 gocce di olio essenziale di arancia dolce bio

Per la farcitura e la decorazione
250 ml di panna (ma alla fine ne ho usata meno)
150 g di marmellata con fragole e fragoline di bosco Asiago Rigoni (senza zucchero)
un cucchiaio di zucchero polverizzato
scaglie di cioccolato fondente e bianco
100 g di cioccolato fondente per fare le foglie

Lavorate i tuorli (spelati!! è importante per togliere l'odore di uovo) con lo zucchero e quando risultano ben spumosi aggiungere il burro fuso e la farina setacciata con il lievito.
Montate a neve ben ferma gli albumi.
Incorporate i due composti con movimenti delicati dal basso verso l'alto stando quindi attenti a non smontare gli albumi.
Stendere l'impasto su una teglia rettangolare (o la placca del forno), imburrata e rivestita con carta da forno, imburrate leggermente anche la carta da forno. Io ho steso l'impasto con la spatola larga per gli impasti, facendo un rettangolo di circa 30x35 di ½ cm.
Infornate a forno caldo a 180° per una decina di minuti, e comunque fino a quando non si sarà sollevato un po' e sarà dorato.
Rovesciare la pasta su di un canovaccio inumidito (quando si fanno questi lavori sarebbe meglio non aver usato l'ammorbidente...), eliminare la carta forno con delicatezza e arrotolate il rotolo stretto con tutto il canovaccio in modo da fare un salsicciotto e lasciatelo raffreddare. Riaprite, stendete la farcitura scelta (io ho messo la marmellata e poi la panna montata dolcificata con un cucchaiio di zucchero polverizzato) sulla pasta e arrotolarlo nuovamente. Lasciate raffreddare in frigo per qualche ora.

Se vi è rimasta un po' di panna spalmatela sul rotolo e con una grattugia o una mandolina fate delle scaglie di cioccolato bianco e nero.

Rotolo a porzioni

Se invece volete servire direttamente il rotolo porzionato a fette, sciogliete del cioccolato fondente a bagnomaria e con un pennello spennellate un po' di cioccolato su della carta da forno, fate raffreddare in frigo, staccate dalla carta con una spatola e attaccate le sfogliette alla fetta precedentemente ricoperta di poca panna o di marmellata. 

coreografie
Sì lo so.. forse ho esagerato con le foto in questo post... ma siccome c'erano -3 mentre le facevo mi sembrava carino autogratificarmi per compensare l'infreddolimento annesso al servizio fotografico... 
Non lo faccio più, almeno per quest'anno :-P
Auguriiiii

lunedì 5 dicembre 2011

Arieccomeee


Proprio quando il mio blog stava quasi diventando (quasi) un foodblog serio, con un aggiornamento frequente che sembrava pure fatto appositamente, ecco che taaaaccc... sparisco!! E sono proprio sparita, se non per qualche fugacissimo segnale di fumo su facebook...

La realtà è che, dopo la straordinaria esperienza romana, che mi ha vista coo-presentatrice del libro “C'è tort@ per te”, ho avuto un piccolo problemino di salute che mi ha costretta a restare lontana da pc, roba elettronica in generale, e sig sob, anche cucina.
Mi sono decisamente riposata, non che la mia vita fosse frenetica eh... ma godermi il riposo in compagnia di libri che da tanto tempo volevo leggere, supercoccole di Gp, e della mia mamma che subito è arrivata in mio soccorso beh ecco... ha avuto anche il suo bell'aspetto positivo!

A Roma è stato splendido... mentre andavo in stazione mi sono immediatamente resa conto che l'emozione era tanta e tale da farmi perdere la bussola, nella fattispecie questa bussola era rappresentata dalla mia macchina fotografica... quindi purtroppo non ho immagini da condividere con voi per raccontarvi la Magia che anche in questa occasione ho vissuto. Il momento per me più emozionante è stato quando ho parlato in pubblico, avevo le gambe che mi facevano giacomo-giacomo, la lingua felpata e il cuore al galoppo, poi però guardando negli occhi le altre foodblogger, splendide meraviglie della natura, mi sono rasserenata e ho immediatamente sentito l'atmosfera che riusciamo sempre a creare quando ci troviamo: ci sono tanti modi per far nascere un'amicizia, e noi abbiamo trovato proprio un modo originale questa volta!! :-P
Ringrazio infinitamente chi è venuto a conoscermi di persona, occhi, sorrisi e volti che mi sembravano già noti per la Luce che emanavano. Ringrazio gli abbracci, le richieste di dediche (mi avete fatta sentire impottantissima!!!) e ringrazio per il meraviglioso regalo che una mia lettrice, che se non ho capito male mi sembra voglia restare anonima, mi ha portato... Quel piatto merita un post tutto per se :)

Ritornando al mio Serissimo FoodBlog parliamo quindi di cucina...

Ehmmm.. Uhmmm... Volete una ricetta facile e veloce vero? Una di quelle che può realizzare anche il marito di una FoogBlogger, che notoriamente, è molto più portato all'assaggio e al suggerimento, e soprattutto all'attesa pappa post-foto, che non alla realizzazione del piatto in sé...

Salmone selvaggio con Panure Croccante

Salmone croccante in Panure profumata
Due pezzi di filetto di salmone fresco (il nostro era addirittura “selvaggio”)
due belle fette di pane di campagna del giorno prima
un ciuffetto composto da: prezzemolo timo e finocchietto selvatico (o aneto)
la buccia grattugiata di mezzo limone
pepe bianco
sale
olio extra vergine

Lavate ed asciugate il salmone e ponetelo su una teglia rivestita di carta da forno.
Nel mixer mettete il pane a pezzi grossi, l'olio (due dita di un bicchiere), le erbette, la buccia grattugiata del limone, il sale e il pepe bianco. Tritate grossolanamente (che rimangano dei pezzi anche abbastanza grossetti). Coprite con questa panure il Salmone schiacciando bene in modo da compattarla. Mettete in forno caldo a 180° per 20/25 minuti (dipenderà dalla dimensione dei pezzi, i nostri erano di poco più di 300 g e li ho tenuti 25 minuti).
Servire caldi.

martedì 15 novembre 2011

L'Incanto dell'Autunno


Quest'anno sto amando profondamente l'Autunno.
Qui dove vivo io l'autunno ha tardato ad arrivare ed è da poco che mi imbambolo a guardare tutti i colori che ci dedica... i gialli, gli arancio, i rossi ed anche i viola e i marroni... Mi piace passeggiare ed incantarmi a guardare gli alberi, e le strade tutte piene di foglie colorate, sta succedendo qualcosa di strano, perché pensate un po'... Mi piace vedere gli alberi anche immersi nella Nebbia Valpadana DOC :-)
A Palermo l'autunno non me lo sono mai goduto in questo modo, forse perché lì quasi tutti gli alberi sono dei sempreverdi e quindi, le differenze di colore tra una stagione e l'altra le ho sempre notate poco... forse era per questo che per me l'autunno significava solo la fine dell'estate, ovvero la mia stagione preferita, e quindi l'associavo a qualcosa che prima o poi avrei dovuto imparare a “tollerare”... non avrei mai detto quindi che un giorno l'avrei proprio amato!!

Da quando poi la mia passione per la cucina ha preso sempre più campo nella mia vita apprezzo ancora di più questa stagione! Arrivano dei prodotti che adoro come le Zucche, i Cavoli, i Broccoli, il Radicchio, i Tartufi, i Funghi quelli buoni, e.. le... Castagne!!!! Recentemente io e Gp ne mangiamo molte, lui le intacca alla perfezione perché è proprio un maestro di incisione perfetta della castagna, ed io le cuocio con la pentola magica (se cliccate qui vederete la pentola a cui mi riferisco). Il risultato tra la mia arte e la sua è qualcosa di incantevole....

Questo è un FoodBlog, sarei tentata di darvi la ricetta per la perfetta caldarrosta, ma un po' mi vergogno, quindi ecco che mi invento una super ricetta in cui ho raccolto tanti sapori autunnali che amo profondamente.

Vi parlo intanto del Sig. Cazzillitto. Lui è una pasta fatta in casa che viene da Scanno, una graziosissima cittadina Abruzzese, viene preparato per condire sughi di verdure selvatiche, io li ho provati anche con sughetti di pomodoro semplici e per condire piatti di pesce e li trovo fantastici in ogni occasione, perché sono versatili, non contengono uova, e soprattutto sono semplicissimi e velocissimi da preparare.
In questa versione autunnale ho miscelato della farina di kamut (intolleranze free) con della farina di castagne, il risultato è stato davvero meraviglioso. In realtà andrebbero preparati con farina normale, un pizzico di sale e con tanta acqua quanto è la metà del peso della farina. Avendo usato la farina di castagne mi è servito un goccino d'acqua in più.

Cazzillitti di Scanno con fonduta di Topinambur, carciofi croccanti e Tartufo

Cazzillitti alle castagne con fonduta di Topinambur, Carciofi Croccanti e Tartufo nero della Lessinia...
(mammamia che nome impotttanteeeee!!!)

150g farina di Kamut
50 g di farina di Castagne
110 g di acqua bollente
un pizzico di sale
500 g di topinambur
un carciofo
mezzo spicchio d'aglio
due cucchiai di parmigiano
olio extra v.
sale pepe
un tartufo

Ho unito le due farine, ho spolverato con il sale, ho versato l'acqua bollente ed aiutandomi con una spatola ho iniziato ad impastare. Quando mi sono accertata che la temperatura fosse maneggiabile ho iniziato ad impastare con le mani fino ad ottenere un impasto sodo. La prova pre sapere se l'impasto è perfetto è per me iniziare a preparare i cazzillitti, perché prendo un pezzetto di pasta e ne faccio un filoncino strisciandolo sotto i palmi delle mani, se questo filoncino si sfalda, allora serve un altro goccino d'acqua all'impasto, ma proprio di va per gocci perché come dicevo, per due parti di farina 1 è di acqua, la dose può variare leggermente in base all'umidità della farina che usate.
Ho fatto quindi i vari filoncini con le mani, poi ho tagliato a rombetti e ogni singolo rombetto l'ho fatto girare sotto indice e medio strisciandolo sul tavolo. (per una migliore spiegazione del Sig cazzillito vi rimando qui).
Ho sbucciato i topinambur e li ho lavati, metà li ho bolliti in acqua salata per 10 minuti, poi li ho frullati con poco del loro brodo per crearne una crema che ho messo in una pentolina e ho messo da parte. L'altra metà l'ho tagliata a dadini piccoli, e l'ho rosolata con mezzo spicchio d'aglio tritato e un giro d'olio.
Ho tolto le foglie esterne e dure al carciofo, l'ho tagliato a metà e gli ho tolto la barbetta interna, l'ho affettato e l'ho fritto (o meglio, io avrei voluto friggerlo, in realtà quella sera l'ho unito al topinambur, ma l'avrei visto molto bene fritto e croccante). Ho cotto i cazzilliti per pochi minuti (tipo 4/5) in abbondante acqua salata, li ho scolati e li ho spadellati con il topinambur. Ho aggiunto il grana alla crema di topinambur, ho fatto scaldare bene e l'ho messa a specchio sul piatto da portata, ho aggiunto i cazzilliti, i carciofi fritti (se li avete fritti :-)) e una pioggerella di lamelle di tartufo...


bbbono... :-) la foto non rende giustizia, ma mi sto organizzando per le foto in modalità notturna ;-)


giovedì 10 novembre 2011

Questo è un appuntamento!!!

Avete già preso impegni per il prossimo Giovedì 17 Novembre??? No???! Perfettooooo! 
Abitate a Roma o vi piace andarci proprio il giovedì pomeriggio??! Sì??! ....Straperfettissimo!!! 
...so proprio cosa consigliarvi di fare.... 
Giovedì 17 Novembre alle ore 18, alla libreria Feltrinelli in via del Babuino 39/40 ad accogliervi troverete una decina di blogger spassosissime (me compresa) indaffaratissime nel presentare un libro che già è nei nostri cuori!


Ricordate la Cooking Session della Vallè? Beh ecco, da quella giornata è nato un libro, una raccolta delle nostre ricette, dei nostri racconti e delle nostre fotografie... e l'intero ricavato dalla vendita del libro andrà alla LILT, la lega Italiana Lotta ai Tumori.

Sarà bellissimo incontrarvi!!! 

Per partecipare alla presentazione Clicca qui e scarica l'invito! Ci troverai tutte a Roma, e qualcuna di noi sarà anche alla presentazione del 18 novembre a Milano. A prestissimoooooo

martedì 8 novembre 2011

Le cose... Semplici...


Qualcuno di voi avrà notato che uno dei tag per classificare le mie ricette è: “facili e veloci”...
il piatto che vi propongo oggi è certamente un piatto la cui realizzazione è molto molto facile. Per quanto riguarda il veloce invece siamo proprio lontani, avendo questo piatto la necessità di far coincidere insieme tantissime variabili, più o meno prevedibili, che tutte però sincronicamente contribuiscono alla sua realizzazione.
Vi prego... non scoraggiatevi per questo, ormai mi conoscete e vi sarete abituati alla mia capacità di esagerazione ed al mio modo di interpretare la realtà :-) vero???

Però, se per questa ricetta son partita dalla configurazione astrale positiva alla sua realizzazione, un motivo c'è... e questo perché è necessario che tutte (o quasi) le seguenti condizioni vengano soddisfatte:

  • Aver a disposizione delle fette di pane senza impasto, la cui preparazione è iniziata il giorno prima, essendo necessarie almeno 20 ore di lievitazione e quasi una di cottura...
  • Avere a disposizione dei Ceci già cotti (sto giro li ho scelti bianchi così vi rendo tutto più semplice :-P) dopo averli messi a bagno 12/24 ore prima (già perché l'ammollo dei ceci dipende anche da quando sono stati raccolti, lo sapevate??? Io l'ho scoperto recentemente... dato che i ceci vengono raccolti tra giugno e settembre, se vi trovate a novembre con dei ceci raccolti l'anno precedente allora sarà il caso di raddoppiare i tempi di ammollo, portandoli a 24 ore...)
  • Avere trovato il cavolo nero!!! In questa zona non è proprio semplicissimo trovarlo... quindi ogni volta che vedo quelle meravigliose foglie lunghe e verde scuro esulto sempre di gioia e saltellando ne prendo a quintali ricordandomi di questa paradisiaca ricetta qui...
  • Avere a disposizione mezzo Sedano Rapa (quindi non averlo utilizzato tutto in questa ricetta qui) e aver voglia di trasformarlo in chips
  • Avere il tutto a disposizione ad ora di pranzo e avere fuori una meravigliosa giornata soleggiata che ti permetta di fare una splendida fotografia....

Ecco a questo punto la preparazione diventa: Facile e Veloce :-), semplice no?!
Io magicamente mi sono trovata ad avere tutte queste variabili a disposizione... tranne l'ultima! Ed infatti dalla foto lo noterete... ppperò, essendo forse la cosa che a voi meno intaccherà la meravigliosa realizzazione di questo piatto ho chiuso un occhio, ho messo a fuoco come potevo e ho scattato ugualmente...

Piatto Magico con Crostone al cavolo Nero, Zuppetta di ceci e Chips di Sedano Rapa


Piatto Magico con Crostone al cavolo Nero, Zuppetta di ceci e Chips di Sedano Rapa
alcune fette di pane senza impasto preparato con queste dosi:
325 g di farina di kamut
100 g di farina di Kamut integrale
75 g di farina di segale integrale
325 g di acqua tiepida
2,5 g di lievito di birra
10 g di sale
un cucchiaino di zucchero di canna
un cucchiaio di olio
un pugnetto di polenta
un pugnetto di semi di sesamo
un pugnetto di semi di lino

500 g di cavolo nero
uno spicchio d'aglio

200 g di ceci messi in ammollo 24 ore prima
un pezzetto di alga Kombu
uno scalogno
un rametto di rosmarino
uno spicchio d'aglio
due dita di vino bianco

mezzo sedano rapa

olio extra vergine
sale pepe nero

Per il pane senza impasto vi rimando alla sua ricetta originale che ho postato qualche anno fa, io ho modificato gli ingredienti in base alle nostre esigenze anti-frumento e ho aggiunto l'olio. I semi di lino li ho aggiunti nel momento di fare le quattro pieghe, in modo da trovarli al suo interno.
Ho lavato il cavolo nero e l'ho buttato in acqua bollente salata per un 15/20 minuti, l'ho scolato dalla sua acqua (conservandola gelosamente!!) l'ho tagliuzzato e l'ho tenuto in caldo.
Ho cotto i ceci in acqua fredda non salata, con un pezzetto di alga kombu e un aglio in camicia, fino a quando il loro interno non fosse tenero. Ho fatto un soffritto con un giro d'olio e lo scalogno tritato, ho aggiunto i ceci e il rosmarino, ho salato e pepato, li ho spruzzati con poco vino bianco e ho fatto evaporare, ho aggiunto un po' della loro acqua di cottura in modo da renderli un po' a zuppa e ho lasciato insaporire per una decina di minuti a fiamma bassa.
Ho pulito il sedano rapa, l'ho affettato e poi fatto a bastoncini e l'ho fritto in olio extra vergine. L'ho scolato su della carta paglia.
Ho grigliato le fette di pane, gli ho strisciato sopra lo spicchio d'aglio e dallo stesso lato l'ho pucciato nell'acqua di cottura del cavolo. Ho messo il cavolo, ho spolverato con sale e pepe e un filo d'olio. E avendo a questo punto tutto a disposizione, ho composto il piatto magico :-)... chissà se riuscirò mai a rifarlo....

E adesso torno ad una delle mie attività giornaliere, Mandare quanto più Amore posso all'Italia, che in questi giorni sia a livello territoriale, sia a livello economico e finanziario ha bisogno di tutto il nostro Amorevole supporto...